Mercoledì, 13 Settembre 2017 06:00

Il mercato del Lavoro in Italia

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Cresce l'occupazione, soprattutto a tempo determinato, in calo le trasformazioni dei contratti a termine in tempo indeterminato, flessione lavoro autonomo: mercato del lavoro, dati Istat.

PMI di Barbara Weisz - 13 settembre 2017

La ripresa del PIL in Italia si riflette sul mercato del lavoro: occupazione in crescita, inoccupati e inattivi in flessione, soprattutto fra le donne. Sono i dati ISTAT relativi al secondo trimestre 2017.  A fronte di una crescita del prodotto interno lordo pari allo 0,4% congiunturale e dell’1,5% su base annua, l’occupazione è aumentata nel periodo fra aprile e giugno dello 0,3%, che corrispondono a 78mila nuovi posti di lavoro rispetto al trimestre precedente.

Rispetto al primo trimestre, è aumentato soprattutto il numero dei dipendenti (+ 149mila unità, che significa in termini percentuali +0,9%), che però sono nella stragrande maggioranza dei casi (8 su 10) assunti con contratti a termine (+123 mila, +4,8%). Scende, invece, il numero di lavoratori autonomi, -1,3%, e sale il tasso di occupazione, +0,2 punti.

Per quanto riguarda il confronto tendenziale, quindi rispetto al secondo trimestre 2016, il numero degli occupati cresce dello 0,7%, anche qui con una netta preponderanza del lavoro dipendente (+2,1%), mentre è sensibile il calo degli indipendenti, -3,6%. L’aumento del lavoro dipendente è attribuibile per due terzi ai contratti a termine, in crescita gli occupati a tempo pieno, mentre nel part-time aumemta soprattutto la componente volontaria.

Il tasso di disoccupazione registra una flessione dello 0,4% congiunturale e di 0,6 punti tendenziali, con maggiore intensità per quello giovanile. Come detto, diminuisce anche il numero dei lavoratori inattivi, -0,1%, che riguarda soprattutto le donne, il lavoro nel Mezzogiorno, la fascia di età fra i 35 e i 49 anni.

L’aumento dell’occupazione non favorisce particolarmente la mobilità interna del mercato del lavoro: i passaggi dai contratti a termine al tempo indeterminato sono al 16,5%, dal precedente 24,3%, così come calano le transizioni dalla disoccupazione all’occupazione (-3,1 punti), con un incremento (+0,9 punti) limitato al passaggio dalla disoccupazione al tempo determinato.

Per quanto riguarda in particolare le imprese, aumentano dell’1,1% le posizioni lavorative dipendenti, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi. Le ore lavorate per dipendente crescono dello 0,2% congiunturale ma diminuiscono su base annua (-0,7%). Il tasso dei posti vacanti aumenta di 0,1 punti percentuali sul trimestre precedente, si registra una diminuzione dello 0,1% delle retribuzioni e dello 0,5% degli oneri sociali e, quale loro sintesi, un calo dello 0,2% del costo del lavoro.