Lunedì, 17 Luglio 2017 09:02

L'industria 4.0 italiana cresce del 25% ma non crescono abbastanza le competenze digitali

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Ancora basso il livello di diffusione delle competenze digitali nonostante il mercato dell’Industria 4.0 in Italia continui a crescere senza sosta. Nel 2016 questo mercato ha superato quota 1,7 miliardi di euro, contando le soluzioni software, hardware e componenti tecnologiche da installare all’interno delle fabbriche.

I dati arrivano dall’ultima ricerca dell’ Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano: rispetto all’anno precedente, il giro di affari è cresciuto del 25% e per il 2017 dovrebbe aumentare ancora e avvicinare i 2 miliardi.

Risultati molto importanti che segnalano l’interesse delle startup e delle PMI italiane verso la quarta rivoluzione industriale.

Le startup sono soprattutto impegnate a sviluppare da una parte soluzioni per il cloud computing e per l’analisi dei big data, due tra i settori con il maggior tasso di crescita nei prossimi anni, e dall’altra dispositivi IoT per le fabbriche, nella robotica e nell’additive manufacturing (la stampa 3D).

Le imprese devono affrontare in modo più convinto uno sforzo culturale preparando le nuove professioni per le quali si registra un crescente fabbisogno, tra cui troviamo addetti agli affari generali, tecnici della produzione manifatturiera, analisti e i progettisti di software e specialisti nei rapporti con il mercato e nel marketing.

Malgrado Industria 4.0 costituisca un’opportunità per rilanciare il sistema industriale del nostro paese, l’Italia mostra il più basso livello di diffusione delle competenze digitali tra i cinque maggiori paesi europei: la percentuale della forze di lavoro che ne possiede è considerevolmente inferiore (il 23% contro il 32%) e il divario è ancora maggiore quando si considera l’insieme della popolazione in età di lavoro.