Venerdì, 02 Febbraio 2018 06:00

Autovalutazione della capacità innovativa

  • Condividilo su:

 

La Digital Transformation in atto in tutti i mercati business impone alle PMI di affrontare opportune scelte strategiche a livello di impresa e di sistema: vediamo come.

Paolo Di Somma - 1 febbraio 2018 (PMI.it)

Si tende a pensare alle piccole e medie imprese come entità che non innovano, per volontà o per incapacità. Un aspetto critico è proprio la capacità associata alla consapevolezza: a volte le stesse imprese non sono coscienti della propria identità innovativa. Le PMI riscontrano problemi nella ricerca sistematica e “formalizzata” dell’innovazione perché, spesso, non hanno strutture e mezzi finanziari sufficienti a supportare questo tipo di investimenti.

Pertanto, spesso ci si muove lungo una linea dell’innovazione casuale ed informale, per cui a volte ci si imbatte in un’innovazione senza averla cercata o, peggio, si perde l’occasione di guadagnare un vantaggio competitivo perché in quel momento non si è pronti nel gestire il cambiamento.

Per offrire alle PMI uno spunto di riflessione critica sulle risorse impegnate in innovazione e sulla prtopria capacità competitiva, proviamo a visualizzare l’azienda come un sistema aperto in grado di scambiare flussi di varia natura con l’esterno e di metabolizzarli al proprio interno.

La capacità innovativa si sviluppa proprio a partire dalla gestione di alcuni di questi flussi:

·         flusso informativo,

·         apporto tecnologico,

·         acquisizione risorse tecniche.

Alcuni autori (si parla anche di capitale relazionale) valorizzano l’apertura verso l’esterno sottolineando l’insieme di relazioni e cooperazioni, e individuando la capacità innovativa con la capacità di identificare ed acquisire la conoscenza propria dell’ambiente esterno. Altri, invece, portano l’accento sulle propensioni strategiche dell’azienda, definendo la stessa capacità innovativa come propensione al cambiamento.

In realtà, apprendimento, elaborazione e propensione sono tre aspetti congiunti di un fenomeno complesso, non lineare, e necessariamente aleatorio che richiede determinazione e tempo per dare i suoi frutti. L’innovazione è un aspetto contemporaneamente trasversale all’impresa e dell’impresa.

Nell’analizzare la propria capacità innovativa, quindi, bisogna tener presente sia i fattori endogeni (strategie, competenze, storia, mission, propensioni…) che quelli esogeni(contesto competitivo, reti relazionali, rapporto con clienti e fornitori…). continua a leggere